Dopo le ciliegie....Kamasutra Kolossal kamikaze,il nuovo  romanzo di F.A.

                                     ferruccio andreoni

Le ciliegie sul tetto: l'esordio di Ferruccio Andreoni,  Un amarcord tenero e crudele nel tempo che sembra scorrere veloce ma che forse non passa mai veramente.

                               Kamasutra Kolossal Kamikaze: il nuovo  romanzo.                                   

 


 

Un breve estratto da Kamasutra kolossal Kamikaze

Barbara non si tocca.

 

 

Prendete un bar, uno di quei bar pasticceria, come se ne vedono tanti in ogni città, con l’arredamento non  troppo ricercato e con la sua bella vetrina piena di bignè colorati, di bomboloni cicciotti e caldi, di zuppette al melogranello, paste ricoperte di uno spolvero di zucchero o di cacao,  alcune  con la promessa di un interno caldo guarnito di un consolante e cremoso ripieno. Prendete una umanità assonnata che per abitudine o necessità si ritrova ogni mattina lì. Una sommaria sbirciatina ai quotidiani per deprimersi quel tanto che basta, la maschera indossata al mattino per fingere con gli altri di sapere dove la vita li sta portando mentre spingono giù e annegano nella schiuma calda di un cappuccino quella vocina  che vorrebbe  tanto fermare tutto e mettersi a gridare aiuto. Ci sono anche io in quel bar. Comprimario trasparente in un mattino denso. Ma non sono io il protagonista di questa storia a tinte fosche infatti mi alzo subito, pago la mia sfoglia alla Nutella e il mio caffè, sorrido ricambiato dalla  bella cassiera che mi dà un resto tutto in monetine ed esco di scena. Per tutto il racconto non mi vedrete più. Dove sono andato? Sono cazzi miei. Dopo dieci secondi, al tavolo dove stavo io, si siede un giovanotto, abbastanza anonimo, possiamo tranquillamente affermare che nel cambio il bar abbia perso molto in savoir faire ma non è questo il punto. Il punto è che fra qualche giorno sarà il suo compleanno. Il tipo ordina un caffè specificando che lo vuole in un bicchiere di vetro e questo vi dovrebbe già raccontare molto di lui e mettervi in guardia. Dopo aver passato in rassegna tutte le leccornie della vetrinetta, opta per un bignè allo zabaione che gli viene servito in un piattino color perla. Il bar nel frattempo si è riempito di mamme cicaleggianti che hanno appena deportato i bambini a scuola. Alcune di loro sarebbero meritevoli di attenzione, tutto quel tempo a fare pilates e mettersi in tiro andrebbe perlomeno apprezzato e premiato, se io fossi ancora lì probabilmente una bella disanima a raggi x ad ognuna la farei ma lui no, lui niente, massacra il suo bignè, gli trancia di netto la testa, con conseguente spargimento di crema, roba per stomaci forti, lo alterna ad un sorso di caffè amaro e se ne sta apparentemente composto ed indifferente come se nulla lo riguardasse. Ma nemmeno questo è il punto. Il punto è che fra qualche giorno sarà il suo compleanno. E pure questa volta, come consuetudine che si ripete da sei o sette anni sotto tale ricorrenza, ha deciso di concedersi una piccola gratificazione. Le mamme prima si assembrano e poi si assemblano, diventano un unico mostro  dalla lingua biforcuta  a sei teste che si mette a parlare male del corpo insegnante. Ogni maestra viene tagliata e cucita. Viene conclamata l’inadeguatezza e l’impreparazione di chiunque abbia a che fare con la didattica a comprendere la genialità che loro stesse hanno provveduto ad instillare  in dosi massicce nei cromosomi dei loro pargoli. Intanto che si lamentano dei compiti a casa, mandano giù brioches farcite di rimorso per l’imminente prova costume. Poi al bancone arriva lei. Venticinque anni al massimo, fisico longilineo da pallavolista, potrebbe fare l’indossatrice se non fosse per la camminata buffa e un po’ sgraziata. Sicuramente non ha figli, lo si capisce dalla pelle distesa del viso e dal fatto che il mostro assemblato la scruta stizzito e un po’ invidioso. Ha capelli nerissimi che terminano in una coda di cavallo, è senza un filo di trucco, vestita con una camicia bianca dentro ad un paio di jeans neri. Le scarpe sono basse e gli occhi più neri dei capelli. Antonio smette di masticare. La bolla di vetro si rompe. Ha trovato il suo regalo. Sente il sangue farsi più caldo e circolare più velocemente mentre fantastica sul momento in cui la prenderà. Con la scusa di dover pagare alla cassa fa in modo di avvicinarsi il più possibile a lei. I loro gomiti quasi si sfiorano. Lui sa già che lei non lo degnerà nemmeno di uno sguardo ma non è questo il punto. Lui a differenza di lei  può prevedere  il  loro futuro: nitida è l’immagine di loro due sdraiati su un letto, lui sopra  con un passamontagna, lei sotto terrorizzata e completamente assoggettata. Per adesso si accontenta di respirare in anticipo un po’ di quel suo profumo anche se lo preferirebbe già mischiato all’odore della paura...............

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La distruzione del cinema Mariotti da parte di Godzilla (k.k.k) Tornano  i facinorosi avventori del Cinema Mariotti in un racconto esilarante  e dall'esito catastrofico

Intermezzo sentimentale (kkk)Il racconto più intimista e riflessivo. L'autore che si interroga su un amore giovanile e sulla vita in genere. Nichilismo sentimental..

Cosa c'è nel frigo?KKK Un Racconto horror-ma sempre divertente- che fa da collante a tutto il resto.L'unico scrittore che ha un ghost writer sul serio!

Lento il terrore. L'avvocato Giulio Andreoni alle prese con la più spietata organizzazione del mondo. Comico.

Distinto mannaro. Un losco figuro osserva un bambino da una finestra.

Barbara non si tocca. (kkk)  Lo stupratore seriale si innamora in un bar- ricambiato- di un suo  inconsapevole obiettivo . Sarà vero amore?

kamasutra kamikaze- Fabrizio Lorenzi, il protagonista de "Le ciliegie" è tornato, è cresciuto e ha una forte dipendenza. Autobiografico.

Cosa c'è nel frigo? Il ritorno. L'ultimo incastro e la soluzione di tutto il puzzle. 

8 racconti che spaziando dagli anni settanta ai giorni nostri  formano un metaromanzo libero dai luoghi comuni  e dalle convenzioni.

 

Kamasutra kolossal kamikaze: "La decadenza non è mai stata tanto avvincente. Andrea Nuti- chiamato così per omaggiare Francesco Nuti, il grande attore e regista da sempre uno dei miti di Ferruccio Andreoni, è un anti eroe sublime e cialtrone la cui totale mancanza di moralità rasenta il candore."

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 Secondo breve estratto da kamasutra kolossal kamikaze: 

Kamasutra kamikaze

 

L’ultima cosa che il soriano Maciste vide, prima di lasciare temporaneamente e per la quinta volta la sua felina e accasata vita terrena, fu l’iride verde di Fabrizio Lorenzi chinato sopra di lui. Una goccia di lacrima gli bagnò il musetto striato ma non fece in tempo ad essere grato per la inaspettata commozione di quello sconosciuto bipede perché si trovò risucchiato nel vortice nero di quella pupilla che diventò sempre più grande fino  a spalmargli di nero e nascondergli tutto il mondo.

Fabrizio Lorenzi spostò delicatamente il corpo del gatto sul bordo della carreggiata. Cinque minuti prima aveva fermato la sua macchina con le frecce accese per rispondere al cicalio di un sms e, dal parabrezza, aveva assistito nolente ed in cinemascope all’ultima  rappresentazione dell’intrepido e senza paura gatto domestico e colosso Maciste che, in libera uscita dalla sua mansarda e dal suo tetto di tegole rosse in zona residenziale, aveva deciso che valeva la pena di giocarsi il tutto per tutto solo per dare un’occhiata alla vita che si faceva dall’altro lato di quella strada. L’utilitaria che lo aveva sbalzato e poi fatto atterrare lontano e di schiena aveva continuato la sua corsa. Forse il conducente non si era nemmeno accorto di niente. O forse era un pezzo di merda.

<<Ci vedremo in giro, bello. Alla tua prossima reincarnazione.>> pensò Fabrizio risalendo in auto e inalando  vaniglia con nicotina al  tre per cento. Prima aveva pure tentato in forma mentale una mezza preghiera di buon auspicio per il viatico celeste del felin sventurello ma non gli era riuscita gran che. La religione non era mai stata il suo forte. Riguardò di malavoglia il messaggio sul piccolo schermo:”Ho voglia del tuo cazzo.” Sintetico e diritto al punto. Ma lui a quel punto della notte aveva  solo voglia di tirare diritto verso un caffè. La rappresentazione della morte in passato gli aveva procurato più volte l’urgenza inappellabile di congiungersi con qualcuno, a volte persino con chiunque. Non di rado gli era capitato di passare direttamente dalla pietra dura di un funerale ad una calda ed accogliente alcova. Il tentativo velleitario di opporre una resistenza alla certificazione sbattuta in faccia di ogni ineluttabile destino. Quella notte era diverso. Forse stava invecchiando. Quel messaggio non sortì l’effetto sperato e così rimase senza risposta.  S’infilò in autostrada con il proposito di fermarsi al primo autogrill.................. 

Originale

"La mosca ha fatto il suo volo di ricognizione sulla distesa scivolosa e bianca di panna montata, con la trasparenza delle sue alette di filigrana ha sfiorato la coperta di glassa rosa e poi è atterrata sulla ciliegia candita della vetta, si è inebriata di tutto quel rosso traslucido e tondo e non ha fatto caso al ragno che, in un angolo della stanza,stava già da qualche minuto lavorando per lei...."

Ferruccio Andreoni

Le bellissime chitarre di Peter Malinoski.  Cercatelo sul Web: è davvero un grande artista.

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